14 MARZO 2025
Con provvedimento dello scorso 10 marzo, l’Agenzia delle Entrate ha ufficializzato il nuovo modello dichiarativo 730/2025, che ovviamente recepisce, rendendole operative “sul campo”, tutte le novità normative introdotte lo scorso anno in tema fiscale. La dichiarazione, com’è prassi, si riferisce sempre all’anno precedente, quindi le novità che andremo adesso a elencare (quelle più significative) hanno effetto solo in riferimento all’anno d’imposta 2024. Chiaramente CAF ACLI già da settimane ha aperto i canali per prenotare un appuntamento (sia per telefono che tramite l’agenda myCAF) presso le proprie sedi territoriali dove si potrà ricevere assistenza per l’elaborazione e l’invio dei modelli 730. Sarà comunque possibile, via via che la campagna fiscale entrerà nel vivo, ricevere assistenza anche da remoto attraverso la sezione IL MIO CAF ONLINE (selezionando l’opzione “Modello 730”) raggiungibile sempre dall’area myCAF.
Chi può fare il 730/2025: si amplia la platea di contribuenti
Vediamo allora quali novità porta in serbo la dichiarazione 2025. Prosegue anzitutto, dopo le modifiche già introdotte nel 2024, la “politica” di allargamento della platea 730, che in pratica continua a “rubare” clienti al rivale modello REDITTI. Il 730/2025 propone infatti due nuovi quadri per dichiarare rispettivamente:
- i redditi soggetti a tassazione separata o imposta sostitutiva (nuovo quadro M);
- le plusvalenze di natura finanziaria (nuovo quadro T).
Contrariamente fino al 2024, per entrambe queste fonti di reddito, sarebbe stata appunto necessaria la presentazione del REDDITI.
Nuova IRPEF 730/2025: passaggio da quattro a tre aliquote
Arrivando agli scaglioni IRPEF, c’è ovviamente da segnalare l’ulteriore riduzione da quattro a tre aliquote disposta dalla Legge di Bilancio dello scorso anno. L’IRPEF, infatti, nel biennio 2022-2023 ha avuto quattro aliquote, 23-25-35-43 per cento, rispetto alle precedenti cinque rimaste in vigore fino al 31 dicembre 2021. Poi dal 1° gennaio 2024, sempre nell’ottica di un progressivo avvicinamento a un’imposta “flat”, le aliquote sono diventate tre: ovvero 23-35-43 per cento.
Modello 730/2025: nuova cedolare secca sugli affitti brevi
C’è poi da segnalare la novità sulle locazioni brevi, più esattamente sulla cedolare secca applicata a questo tipo di affitti. La manovra 2024 ha infatti stabilito un innalzamento dal 21 al 26 per cento dell’aliquota di cedolare se il locatore dà in affitto più di un’abitazione. Spieghiamo meglio: se il contribuente nel 2024 ha avuto soltanto un immobile locato con affitto breve, il prelievo della cedolare resterà quello di sempre, cioè fisso al 21%. Il rincaro al 26% scatta invece dal secondo immobile e fino al quarto, cioè in pratica viene applicato sul secondo, terzo e quarto immobile con affitto breve. Se poi gli immobili fossero più di quattro, a quel punto l’attività verrebbe inquadrata in una vera e propria logica d’impresa, con l’obbligo conseguente per il locatore di aprirsi la partita IVA. Quindi, volendo fare un esempio pratico, ipotizzando che un locatore nel 2024 abbia dato in affitto tre appartamenti con locazione breve, su uno di essi (a sua scelta) verrebbe applicata la cedolare “light” del 21%, mentre sugli altri due quella rialzata al 26%.
Detrazioni su lavoro dipendente e oneri
Rafforzamento in arrivo sulla detrazione per i redditi da lavoro dipendente, che per il solo 2024 viene innalzata da 1.880 a 1.955 euro, escludendo però i redditi da pensione e gli eventuali altri assegni equiparati, mentre per certi redditi assimilati al lavoro dipendente l’innalzamento sarà comunque valido a condizione che il reddito complessivo del contribuente non sia superiore a 15.000 euro. Un’altra rimodulazione – ma stavolta al ribasso – è quella che interviene sulle detrazioni per gli oneri (cioè le spese), prevedendo una riduzione di 260 euro dall’ammontare complessivo della detrazione sull’imposta se il contribuente è titolare di un reddito superiore a 50.000 euro.
730/2025: nuovo regime impatriati
Capitolo a parte per i lavoratori cosiddetti “impatriati”, il cui regime fiscale agevolato (nella nuova versione) decorre appunto dal periodo d’imposta 2024. I redditi infatti prodotti dai lavoratori che hanno trasferito la residenza in Italia concorrono alla formazione del reddito complessivo (cioè in pratica vengono tassati) limitatamente al 50% del loro ammontare (oppure limitatamente al 40% in caso di nascita o di presenza/adozione di un figlio minore).
Come cambiano Superbonus, Sismabonus e Bonus Mobili
Abbiamo infine tutto il comparto dei bonus casa. In primis il Superbonus, che per le sole spese sostenute nel 2024 applica un’aliquota al 70% spalmando la detrazione in dieci rate di pari importo. Idem per il Sismabonus, che vede anch’esso allungare il suo piano rateale da cinque a dieci quote annuali.
A proposito poi di rateazione del Superbonus, i modelli 2025, seppur riferiti al 2024, contengono comunque l’opzione retroattiva riferita alle spese 2023, dando cioè la possibilità – per così dire – di “rimangiarsi” la canonica rateazione quadriennale opzionata nel 730 dell’anno scorso (riferito appunto al 2023) e di allungarla a 10 rate, scongiurando così, per i contribuenti più a basso reddito, il rischio di perdere ingenti quote di detrazione nel caso sopravvenisse un limite di incapienza fiscale.
Per chiudere segnaliamo l’abbassamento da 8.000 a 5.000 euro del limite di spesa massimo su cui potrà essere calcolato il Bonus Mobili, cioè la detrazione al 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici.