Per la pensione di inabilità è richiesta la cessazione di qualsiasi attività lavorativa

Per presentare la domanda di pensione d’inabilità è necessario richiedere al proprio medico di base il certificato telematico Mod. SS3, certificato che viene trasmesso all’INPS direttamente dal dottore.

Attenzione: la semplice trasmissione all’INPS non costituisce anche la domanda di pensione, domanda che può essere presentata, con la copia del certificato medico e l’ultima dichiarazione dei redditi personale e del coniuge, alla sede del Patronato ACLI più vicina. Gli operatori del Patronato ACLI provvederanno a trasmettere la domanda all’INPS e ti assisteranno per tutti gli adempimenti successivi.

 

Requisito sanitario

La pensione di inabilità viene concessa in presenza di assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa a causa di infermità o difetto fisico o mentale, valutati dalla Commissione Medica Legale dell’INPS.

 

Requisito contributivo

Il requisito contributivo è lo stesso previsto per l’assegno di invalidità.

  • Per avere la pensione di inabilità è richiesta la cessazione di qualsiasi tipo di attività lavorativa. La cessazione può avvenire anche dopo la presentazione della domanda, quando si è certi dell’avvenuto riconoscimento del requisito sanitario.
  • Contemporaneamente alla domanda di pensione di inabilità può essere richiesto, in subordine, l’assegno ordinario di invalidità. Questo significa che, se dalla visita sanitaria dell’INPS, si constata una situazione soggettiva di gravità inferiore all’inabilità assoluta, viene valutata d’ufficio la possibilità di concedere l’assegno di invalidità, riconosciuto in presenza di ridotte capacità lavorative a causa delle patologie del soggetto.

 

Decorrenza e importo

La pensione di inabilità decorre dal 1° giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda se risultano soddisfatti tutti i requisiti sia sanitari che amministrativi.

L’importo mensile viene determinato con lo stesso calcolo dell’assegno di invalidità ma, attenzione, con una differenza molto importante dal punto di vista economico. Infatti, l’anzianità contributiva maturata viene incrementata (nel limite massimo di 2080 contributi settimanali) dal numero di settimane intercorrenti tra la decorrenza della pensione e il compimento di 60 anni di età sia per le donne sia per gli uomini a seguito dell’introduzione del sistema contributivo per le anzianità maturate dal 1° gennaio 2012.